Apprendimento emotivo

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Apprendimento ed Emozioni

Apprendimento emotivo

L’essere umano percepisce la realtà attraverso i cinque sensi: la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto.

Ognuno di noi ha una modalità percettiva dominante rispetto alle altre che vengono impiegate secondariamente.

Richard Bandler e Jihn Grinder, co-creatori della Programmazione Neuro Linguistica (Pnl) hanno classificato tre tipologie d’individui in base al canale percettivo preferenziale: visivo (V), auditivo (A) e cenestesico (K);

quest’ultimo gruppo comprende tatto, olfatto e gusto. Uno dei modi più semplici per identificare la modalità percettiva dominante di una persona è fare attenzione alle parole e alle immagini che usa e ai movimenti del suo sguardo e del suo corpo.

Attualmente il livello di utilizzo della materia grigia del genere umano è del 1% anche se molti esperimenti hanno dimostrato che la nostra abilità di assorbire informazioni è praticamente infinita. E’ solo a causa di blocchi e tensioni psico-fisiche che questa abilità si riduce drasticamente.

Uno dei maggiori ostacoli alla memorizzazione e alla comprensione è lo stress che può essere corretto dall’uso della corretta respirazione. Quando i bambini (ma anche gli adulti) sono stressati ci sono alti livelli di colesterolo nel flusso ematico e questo colesterolo distrugge il glucosio che è fonte di nutrimento per il cervello, impedendone quindi il regolare funzionamento.

La scienza del pranayama (controllo del respiro) ha effetti notevoli sulla concentrazione: è dimostrato che il respiro lento e profondo favorisce la comprensione, indispensabile per l’apprendimento emotivo. E’ durante i momenti di tranquillità e calma che concediamo alla mente il tempo di assimilare nuovi concetti ed esperienze.

Per questo motivo è importante rallentare le onde inquiete della mente conscia, affinché la memoria della mente subconscia possa ricevere e trattenere le informazioni.

Vi sono molte tecniche di pranayama, tuttavia quelle che noi proponiamo ai bambini non possono essere definite tali, esse sono semplici esercizi ludici per la consapevolezza del respiro. Le tecniche avanzate possono essere spiegate solo a persone adulte che hanno già intrapreso un lungo percorso di crescita interiore.

Un altro aspetto che favorisce l’apprendimento è dettato dalla corretta alimentazione: la verdura a foglie verdi, ricca di clorofilla, è alimento indispensabile per le funzioni cerebrali così come l’assunzione di Omega3, acidi grassi essenziali; inoltre non bisogna dimenticare una corretta idratazione. E’ importante proporre spesso ai bambini di bere acqua: essa è l’elemento base che permette all’energia di circolare nel nostro corpo. Possiamo fare esercizi per ore ma se non abbiamo sufficiente acqua nelle nostre fibre nervose, i risultati saranno vani.

Altro fattore indispensabile per favorire l’apprendimento è il controllo della temperatura del corpo. Una temperatura regolare permette una migliore ossigenazione del sangue al cervello ma se la temperatura del corpo è superiore la media (stanze o luoghi troppo caldi non aiutano) si avverte maggior stanchezza, irritabilità e distrazione.

Un altro requisito indispensabile all’apprendimento è l’autostima che nell’età infantile dipende in larga misura dalla fiducia che genitori ed educatori dimostrano al bambino.

Fattore decisivo per il successo in qualunque campo della vita è la capacità di controllare le proprie emozioni poiché chi è spesso in balia di rabbia, ansia, paura e altre emozioni devastanti è soggetto alla perdita di concentrazione e di memoria.

L’ambiente di apprendimento, infine, riveste un ruolo determinante nel suggerire, evocare, indirizzare i saperi del bambino. Quando possibile, è bene ascoltare musica, cantare, riempire l’ambiente di colori armoniosi e di profumi naturali che stimolano il cervello con emozioni positive.

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Sono una donna piena d’interessi e con tanta voglia di vivere e stare bene. L’interesse per lo yoga mi accompagnato dall’adolescenza e dal desiderio di conoscere e comprendere la guarigione nella filosofia dello yoga. Nel 1990 mi sono avvicinata all’Hatha Yoga, e successivamente, quando rimasi in attesa di mio figlio praticai lo yoga in gravidanza, una esperienza meravigliosa che consiglio tantissimo perché ti permette di vivere a pieno e con serenità questi mesi meravigliosi. Successivamente sentì il bisogno di approfondire di più la consapevolezza di me e cosa potevo fare per coltivare la pace e l’armonia, così iniziai a intraprendere gli studi del Raja Yoga. Più mi immergevo nello studio e nella pratica del Raja yoga e più comprendevo i meccanismi del mio agire nella vita. Molte cose sono cambiate, in me ecco perché ho deciso di trasmettere questi insegnamenti, per dare la possibilità ad altre persone di trovare la serenità e la gioia.