da Loredana Colitti

“Cosi come il loto svela la sua bellezza e la sua dolce fragranza solo quando Emerge dall’acqua fangosa e si rivolge verso il sole, cosi le nostre vite diventeranno più belle quando ci saremo lasciati alle spalle il mondo di maya o dell’illusione e guarderemo a Dio attraverso la meditazione.” 

Swami Vishnu Devananda

Molti pensano che la meditazione consista nel fermare il pensiero, sbarazzarsi delle emozioni, controllare la mente. In realtà le cose stanno diversamente: si tratta di fare un passo indietro, osservare i pensieri in modo chiaro – come un testimone li osserva andare e venire – senza giudicarli ma con una mente concentrata e rilassata. Possiamo definire la meditazione come un stato di puro essere, di chiara consapevolezza, di attenzione, di osservazione. L’Accento non viene tanto posto sul cosa si fa, ma sul come.

Essa rappresenta il ritorno a uno stato originario naturale, in cui mente e corpo non sono in un rapporto di dualità, ma di unità.

Attraverso il rilassamento corporeo e l'attenzione al respiro si cerca di diventare un osservatore dei propri pensieri, emozioni, sensazioni che devono venire semplicemente osservati e non analizzati.

Normalmente la mente è distratta da stimoli esterni e da una circolazione di pensieri che assorbono totalmente l'attenzione. Spesso il pensiero riproduce se stesso e si autoalimenta fuori dal nostro controllo. Siamo preda così di condizionamenti e schemi di azione più o meno rigidi che si sono formati durante il corso della nostra vita che agiscono automaticamente agli stimoli e alle situazioni in maniera inconsapevole. Attraverso la meditazione si impara a riconoscere come si formano i pensieri, si prende coscienza della molteplicità di voci all'interno della psiche, si sviluppa la ' presenza mentale ' con la consapevolezza del qui e ora.

La meditazione non solo consente di entrare in contatto con se stessi, ma anche con la realtà che ci circonda. Ci permette, inoltre, di avviare un percorso di crescita spirituale in cui le parole, la logica, la razionalità lasciano il posto a una forma di osservazione silente, priva di giudizio e di filtri.

La sua pratica, infatti, non resta circoscritta al momento specifico della meditazione, ma si estende al resto dell’esistenza quotidiana al punto da favorire un profondo mutamento del proprio essere nel mondo.

La pratica costante quotidiana promuove lo sviluppo della stabilità, della calma interiore in una condizione di mente non reattiva, permettendo di affrontare tutti gli aspetti che la vita presenta, come:

L’ansia
La paura
Il dolore
Sono proprio la stabilità e la non reattività che fanno si che sia possibile diventare degli osservatori compassionevoli di se stessi e degli altri.

“Vi è uno spirito puro, al di là del tempo e della morte… E’ Atman, lo Spirito che è in noi.” Chandogya Upanishad
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 “Vi è un ponte tra tempo e l’eternità; questo ponte è Atman, Lo Spirito dell’Uomo.” Chandogya Upanishad
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“Lo spirito che scuote il mondo dei sensi pur mantenendoli in armonia… Trova riposo nella tranquillità.” Bhagavad Gita
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Meditazione Camminata

Cammina e tocca la pace in ogni istante.
Cammina e tocca la felicità in ogni istante.
Ogni passo porta una brezza fresca.
Ogni passo fa sbocciare un fiore sotto i nostri piedi.Bacia la Terra con i tuoi piedi.
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