La scala d'osservazione

da Loredana Colitti
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Come ho scritto nell’articolo precedente Il mistero della Vita, l’uomo ha in sé molti ostacoli e limitazioni che sembrano impedirgli di venire a contatto con la realtà, quindi, la prima cosa da fare, è il riconoscere che le nostre limitazioni sulla via della conoscenza sono date dal fatto che non siamo pienamente coscienti, che siamo ancora immersi nell’oscurità e nell’ignoranza, prigionieri di illusioni e di false identificazioni con aspetti relativi e limitati della realtà.

Non dobbiamo dimenticare che, finché per conoscere la Verità e l’Assoluto useremo mezzi che appartengono al mondo del relativo, otterremo dei risultati relativi e parziali.

È importante tenere sempre presente la “scala d’osservazione”. In altre parole, non dobbiamo dimenticare da quale punto e con quale sistema di referenza osserviamo e studiamo una cosa, sia essa un fenomeno fisico o un problema metafisico. 

Noi esseri umani, prigionieri della forma materiale, consapevoli solo di un breve segmento di tempo, ignari della causa che ci ha prodotti, inconsci della meta verso cui ci muoviamo, vediamo solo un frammento minimo del grande quadro della Vita Universale, che preso così separatamente, e non inserito nel tutto, appare privo di significato, oppure distorto dalle nostre erronee interpretazioni.

Tutte le cose prese troppo da vicino e separate dal resto dell’intero, sembrano incomprensibili e si prestano a parziali o false spiegazioni.

Prendiamo ad esempio un mosaico, visto da vicino prenderemo sotto la nostra osservazione solo una parte di esso, che cosa vedremmo? Vedremmo soltanto alcune pietruzze colorate, ma il quadro generale, la figura rappresentata non la vedremmo e per noi non avrebbe un grande significato. Ecco perché la scala di osservazione è molto importante. Ogni volta che la nostra coscienza si espande con la meditazione anche la nostra scala di osservazione cambia e ci permette di essere osservatori di nuovi fenomeni.